Mutui casa, come si è chiuso il 2020?

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I dati della Bussola CRIF mostrano un andamento più positivo delle attese sul fronte creditizio e sul connesso contesto immobiliare, con un incremento del 2,8% della domanda su anno, e del 4,3% delle erogazioni nei primi nove mesi. I tassi di interesse ai minimi storici e il rinnovato appeal delle surroghe, hanno infatti determinato una spinta decisiva per una chiusura di 2020 sostanzialmente soddisfacente.

Mutui resilienti dinanzi alla crisi pandemica

L’emergenza determinata dal Covid-19 ha duramente colpito l’economia italiana, ma il peso del Covid-19 non sembra essersi abbattuto con eccessiva enfasi sulle erogazioni dei mutui, che sembrano essere state impattate in misura contenuta rispetto a quelle che erano le attese di molti osservatori.

Stando agli ultimi dati di CRIF, formalizzati nella Bussola data alle stampe pochi giorni fa, nel corso del terzo trimestre dell’anno il valore aggregato delle nuove erogazioni di mutuo fa registrare un incremento del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre la crescita dei nuovi flussi sui primi nove mesi del 2020 è stata pari al 4,3% risetto ai primi nove mesi dell’anno precedente.

Considerato che il quarto trimestre è previsto in significativa contrazione, gli analisti ritengono dunque che il 2020 si sia concluso con una condizione di essenziale stabilità rispetto all’anno precedente.

Peraltro, questa dinamica positiva e resiliente dinanzi alla crisi sembra essere confermata anche dall’evoluzione della domanda di finanziamenti, che nel 2020 ha segnato una crescita pari al 2,8%, nonostante la già rammentata contrazione della domanda nella parte finale dello scorso anno, a causa della nuova ondata del Covid-19.

Surroghe ancora oltre il 50%

Come anticipavamo alcune righe fa, a fare la parte del leone sono ancora una volta le surroghe, con i finanziamenti per sostituzione di mutui già in ammortamento che risultano essere in leggera flessione nel quarto trimestre (sul totale dei mutui erogati), ma in grado di rappresentare il 55% delle transazioni (nel primo trimestre 2020 erano al 69%).

È evidente che questo boom delle surroghe nel 2020 sia chiaramente spiegato dal fatto che i tassi di interesse fissi, calcolati sugli IRS, siano ai minimi storici di sempre, con una media delle rilevazioni giornaliere dell’indice IRS a 20 anni che è pari allo 0% a dicembre. Per tale motivo, non stupisce come la surroga a tasso fisso sia preferita dal 94% dei casi sulle richieste online.

I dati sul mercato immobiliare

Passando poi rapidamente al mercato immobiliare, i dati della Bussola CRIF, che richiamano quelli dell’Agenzia delle Entrate, evidenziano un incremento del numero di compravendite sul terzo trimestre 2020, con un incremento del 3,1% rispetto al terzo trimestre 2019.

Insomma, nonostante il forte calo del primo trimestre (- 15,5%) e del secondo trimestre (- 27,2%), il desiderio di comprare casa da parte delle famiglie italiane non si è certo sopito. E, dunque, è lecito immaginare come le operazioni che erano in valutazione nel primo semestre 2020 siano state solo poste in stand-by, per essere poi riprese nei mesi a venire, trainando così la crescita delle compravendite di periodo.

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