Mutui casa, rottamare il vecchio finanziamento è ancora conveniente

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Rottamare il vecchio mutuo? È ancora conveniente. O, almeno, così si deduce dall’ultimo dossier di CRIF che, aggiornato allo scorso mese, dimostra come la riduzione degli indici IRS registrata all’inizio 2020, e poi mantenuta anche nei mesi successivi (con alcune scadenze degli indici IRS in territorio negativo), abbia di fatto avvicinato molti italiani all’operazione di surroga del finanziamento. Una tendenza che, secondo il report, risulta essere particolarmente evidente sul canale online, dove le operazioni di surroga sono passate dall’essere pari al 36% del totale dell’erogato nel secondo trimestre 2019, all’attuale 66%.

Insomma, come avvenuto negli scorsi anni, anche in questo tormentato 2020 sono i mutui con finalità surroga a trainare il comparto dei finanziamenti per l’immobiliare, andando a controbilanciare l’evidente rallentamento delle nuove erogazioni a supporto delle effettive compravendite residenziali, con la quota di mutui per acquisto casa che è passata dal 53% dell’erogato totale del secondo trimestre 2019 all’attuale 28%.

A confermare tale tendenza ci hanno poi pensato i dati di Bankitalia (aggiornati ancora al primo trimestre 2020), che mostrano una crescita dei nuovi flussi di mutui erogati pari al 10%, contro il + 9,2% del quarto trimestre 2019 e al calo del 10,1% del terzo trimestre 2019.

Guai, però, a saltare a conclusioni troppo affrettate. Il miglioramento che è stato riscontrato nel corso dell’ultimo trimestre potrebbe infatti attenuarsi nei prossimi mesi, sostenuto sia dagli effetti delle misure di lockdown che dalla relativa contrazione della domanda di nuovi mutui da parte di privati e famiglie nel bimestre aprile – maggio 2020, e non ancora oggetto di monitoraggio da parte della Banca d’Italia nel suo dossier periodico.

Al netto del clima di incertezza che continuerà a riguardare il mercato dei mutui casa per i prossimi mesi, però, una cosa sembra essere certa: chi vorrà sottoscrivere un nuovo mutuo (o mandare in soffitta quello vecchio) lo potrà fare con condizioni economiche che rimangono estremamente favorevoli.

Secondo CRIF, infatti, nel corso del secondo trimestre 2020 gli spread di offerta sono rimasti su terreni stabili e vantaggiosi sia per i mutui a tasso variabile che per quelli  a tasso fisso, che hanno subito dei lievi incrementi, comunque controbilanciati dal calo del parametro per le principali scadenze.

Più nel dettaglio, sottolinea la Centrale Rischi, per un’operazione di mutuo di 140 mila euro in 20 anni, su valore dell’immobile pari a 220 mila euro, i migliori spread per mutui a tasso variabile sono in media dello 0,8%, mentre quelli per i mutui a tasso fisso si aggirano intorno allo 0,3% (erano dello 0,2% nel primo trimestre dell’anno).

Per quanto infine concerne le preferenze di forma tecnica di tasso, come già accadeva gli scorsi mesi è il tasso fisso a farla da padrone, con il 90% del totale delle preferenze, a conferma della convinzione degli italiani a congelare la rata del proprio mutuo per l’intero periodo di ammortamento, mettendosi così al riparo da qualsiasi tipo di effetto negativo determinato dal rincaro dei parametri di riferimento delle indicizzazioni, dai prossimi anni.

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